In un recente articolo del nostro vecchio blog abbiamo pubblicato la storia di un missionario colpito da una sentenza di scomunica da parte della sua assemblea locale.
A causa di problemi tecnici abbiamo dovuto ricostruire il blog utilizzato come piattaforma per la pubblicazione dei nostri articoli per tanto, ora che il nuovo blog è pronto e consultabile riproponiamo l’essenziale dell’articolo originale con delle piccole precisazioni e variazioni quì e là, anche in virtú delle vostre critiche (spesso molto aspre e severe, soprattutto a causa del nostro pseudonimo e del nostro anonimato).
Articolo del 23.03.17
Come immagine in evidenza dell’articolo abbiamo scelto la bolla papale di scomunica ai danni di Lutero emessa da Leone X nel 1520.

Oggi la chiesa cattolica non utilizza quasi più questo metodo, ma oggi c’è ancora qualcuno che affezionato alle antiche usanze, s’impegna a non farle smarrire nell’oblio delle perdute memorie.
A ispirare il nostro articolo è stato l’atteggiamento di alcune chiese locali che negli ultimi anni hanno praticato indiscriminatamente atti di condanna e scomunica ai danni di diversi credenti, ma spesso (troppo spesso) ai danni di missionari e servitori delle nostre assemblee.
Noi crediamo che il problema sia endemico nelle nostre assemblee, davvero poche si distinguono.
In caso di scomunica non sorge nessuno ad accertare l’effettivo diritto nell’eseguire la condanna perché si ritiene che la cosa debba essere gestita a livello locale (peccato che le conseguenze siano su scala quanto meno nazionale).
La prassi in genere è quella di scrivere lettere nelle quali si spiegano i motivi dell’espulsione della persona o del gruppo di persone coinvolte. La disciplina (spesso è chiamata così) viene applicata dai responsabili di chiesa. Questa è finalizzata a punire ed allontanare il peccato dall’assemblea.
L’esperienza diretta che noi abbiamo della disciplina è che i suoi frutti sono distruttivi.
Le famiglie coinvolte da questi tornado, sono messe a dura prova al loro interno nei loro legami più intimi provocando dubbi profondissimi nei loro componenti.
La Scomunica
Questo sarà probabilmente l’anno della scomunica del missionario M.P., il quale vede recapitarsi una missiva di scomunica via mail dai responsabili della sua assemblea locale (durante un viaggio all’estero per motivi di salute).
Ci è lecito chiederci se non fosse possibile attendere quanto meno il suo rientro per un confronto diretto?
Consentiteci di dissentire sulle tempistiche adottate.
In questo momento molte delle chiese che fino a poche settimane fa si avvalevano della sua collaborazione gli stanno voltando le spalle in attesa che le due parti si chiariscano. Questo si traduce in minore sostegno economico e tutela per il missionario in questione.
Consentiteci di dissentire anche su questo.
Volteresti le spalle a un tuo caro amico perché sotto processo?
Anche la legge del mondo è garantista nei confronti dei presunti colpevoli.
Potrebbero essere stati commessi degli errori, questo è logico pensarlo, ma onestamente noi de Il Cristiano della Sera non troviamo in questo modo di agire il metodo cristiano. Di fronte a degli errori (che poi bisognerà capire se, come e quali) è lecito interrompere un’opera missionaria che sembra portare frutti? È lecito scoraggiare la platea delle comunità a interrompere i rapporti di collaborazione con un ministro di Dio?
Consentiteci di dissentire.
Il fatto di essere dei responsabili di chiesa non garantisce la licenza di uccidere.
Quale è lo scopo primario di questo agire?
Quando il colpo va a segno come si deve il missionario di turno perde i suoi sostegni e smette con la sua attività.
Ma si è pensato alla sua famiglia ed alla testimonianza?
Si è pensato al suo recupero e reintegro nel ruolo?
O stiamo licenziando una persona?
Pensiero finale
Prima di chiudere il nostro articolo, alleghiamo la lettera inviata alle varie chiese. Nel leggerla abbiamo provato tristezza.
Ricapitoliamo la triste procedura di scomunica del missionario:
- prendi un missionario
- inizia a ostacolarlo, magari fai leva sui suoi errori (qualcosa di sbagliato la fa di sicuro)
- coinvolgi qualche responsabile di chiesa
- scrivete una lettera e divulgatela il più possibile
E’ solo questione di tempo, la sua reputazione sarà minata. Se va bene si cercherà un lavoro secolare e interromperà le sua attività.
Puoi cercare un altro missionario, sono pochi, ma ancora ce ne sono.