Nel precedente appuntamento ci siamo lasciati con un esegeta che ha diradato tutti i nostri dubbi circa l’operato degli anziani.
Sebbene grazie al massimo esegeta non abbiamo oramai piu nessun dubbio in merito, ci siamo permessi di interrogare un altro super leader, per sottoporre una questione spinosa…
Il saggio diplomatico - anziano della chiesa di T
Il Cristiano della Sera: Chi rende conto dell’andamento di una assemblea?
Anziano:I responsabili hanno le loro responsabilità, ma anche i credenti nel loro piccolo, per esempio in famiglia. [Non gli venivano citazioni a supporto a bruciapelo, ma magari ne trovava avendo avuto più tempo]
ICDS: Cosa puo fare un credente se non condivide una decisione dei suoi responsabili, per esempio in caso di disciplina?
A: La cosa è complessa. Se gli anziani amano Dio e i credenti si riesce a parlarne, altrimenti c’è un problema. Se gli anziani guidano con l’esempio ok, se non lo fanno dovrebbero decidere di dimettersi. [Nemmeno qua citazioni a supporto, però è notevole lo sforzo dialettico. Da notare che in ogni caso sono gli anziani che devono dimettersi, non si prende in considerazione l’ipotesi che la chiesa gli chieda di accomodarsi]
Torniamo a noi
Ritorna una domanda dalla precedente intervista.
L’anziano (o il vescovo) è una autorità costituita dall’alto o dal basso?
Quando si afferma che l’anziano debba scegliere di dimettersi, piuttosto che rimettere la propria posizione nelle mani della chiesa, si sta dicendo (piu o meno implicitamente) che si ritiene tale posizione di elezione divina, quindi non discutibile dalla chiesa.
Ecco, qui sarebbe interessante avere qualche spunto biblico, ma non ce ne sono stati forniti.
Nei prossimi appuntamenti (con cadenza rigorosamene casuale) andremo a fondo nella questione facendoci aiutare dalle nostre stesse guide per capire come non dovrebbero andare le cose.