V - Non togliete di mezzo il peccatore

Sdogmi 2018-04-12

Un grande equivoco?

1 Corinzi 5

È il capitolo che fa letteralmente godere i portatori sani di disciplina.

Peccato che non l’abbiano capito.

Del resto non si vuole banalizzare la complessità dell’incapacità (o mancata volontà) di comprendere i testi biblici. È un fenomeno interessante che da quel tocco di vivacità alla discussione teologica in generale. Per questo motivo lo tutelerei come si fa con le specie in estinzione, è simpatico. Allo stesso tempo va biasimato, e vanno trattati con compassione quelli che ne sono affetti.

L’interpretazione più diffusa del brano in oggetto è la seguente: Chiesa, se trovi un peccatore colpevole di un peccato grave e conclamato, caccialo e se possibile in malo modo.

Peccato che la chiesa di Corinto non corrisponda a una tipica chiesa della matrice occidentale moderna.

A Corinto comportamenti come l’incesto (quello di cui si parla in 1 Corinzi 5), erano socialmente tollerati, a tal punto da essere tollerati anche nella chiesa. Questo vuol dire che probabilmente in nessun sermone della domenica (o del sabato), qualcuno si sarebbe sognato di condannare tale pratica. La conferma di questo la troviamo al verso 2, dove Paolo accusa la chiesa di non aver fatto cordoglio per una tale ignominia.

Il contesto attuale

Ora ti chiedo:

La tua chiesa è così?

Si tollera per esempio, l’incesto?

Non credo…

Per farla breve

Paolo chiede di togliere da loro la persona rea di quel peccato, ma semplicemente loro non erano d’accordo a farlo.

Perchè?

Perché per loro quello non era un peccato!

Il nodo qui non è la gestione della persona copevole, ma il discernimento del peccato. Molto probabilmente se i responsabili di Corinto avessero riconosciuto l’incesto come un peccato e agito nell’ottica di recuperare il fratello, Paolo avrebbe scritto la prima ai Corinzi con un capitolo in meno.

Buona riflessione.